che cos’è l’eye tracking

Maggio 15, 2019
technology eye looking forward

Una metodologia scientifica che consente di comprendere le intuizioni della mente umana.

Gli occhi di una persona costituiscono la porta d’accesso al suo mondo interiore, ai modi attraverso cui raccoglie informazioni dal mondo esterno, alle modalità con cui le elabora e come influenzeranno le sue decisioni ed azioni.
Lo studio dello sguardo è un tema d’analisi nato nel XIX secolo, che ha continuato ad evolversi fino a diventare, oggi, una metodologia di lavoro di rigore scientifico.

Close-up of woman eye with visual effects

Gli occhi sono uno degli strumenti principali che utilizziamo per imparare, apprendere, documentarci, trarre informazioni dalla realtà che ci circonda, in modo tale da poter prendere le nostre decisioni ed effettuare qualsiasi scelta.

Misurare e comprendere l’attenzione visiva in modo preciso e oggettivo attraverso le tecniche di eye tracking consente a ricercatori ed aziende di studiare, su solide basi scientifiche, il comportamento umano.

Cosa fa l’eye tracking

L’eye tracking (in italiano, oculometria) è, tecnicamente, un processo che monitora i movimenti oculari, per determinare dove un soggetto test sta guardando, cosa sta guardando e per quanto tempo il suo sguardo indugia in un determinato punto dello spazio.

L’eye tracking è una metodologia di efficacia consolidata, applicabile ad una molteplicità di contesti. Il tracciamento dei movimenti oculari avviene attraverso appositi device, e la rilevazione/interpretazione dei dati associabili è elaborata tramite dei software specialistici, utilizzando tecniche differenti.

pupil centre corneal reflection

Come lavora l'eye tracking

Image: ©Tobii

Quando si tratta di tracciamento oculare remoto e non intrusivo, la tecnica più comunemente utilizzata è la riflessione corneale del centro della pupilla (PCCR, brevetto statunitense).
Il concetto di base di questa metodologia è utilizzare una fonte di luce vicina all’infrarosso per illuminare l’occhio, causando riflessi molto evidenti, rilevabili sia nella pupilla che nella cornea, che vengono fotografati da una camera ad infrarossi. L’immagine consente di identificare il riflesso della fonte di luce sulla cornea (glint) e nella pupilla.
Si procede quindi a calcolare il vettore formato dall’angolo tra i due riflessi sulla cornea e nella pupilla: la direzione di questo vettore viene utilizzata per calcolare la direzione dello sguardo.

Perché gli infrarossi

Una sorgente di luce ad infrarossi è necessaria poiché l’accuratezza della misurazione della direzione dello sguardo dipende da una chiara demarcazione (e rilevazione) della pupilla, nonché della riflessione corneale. Le normali fonti di luce (con normali videocamere) non sono in grado di assicurare il massimo contrasto e quindi la rilevazione risulterebbe molto meno accurata rispetto agli infrarossi.

La luce proveniente dallo spettro visibile è suscettibile di generare riflessi speculari incontrollati, mentre la luce infrarossa consente una precisa differenziazione tra pupilla e iride (quando la luce entra direttamente nella pupilla, semplicemente “rimbalza” sull’iride). Inoltre, poiché la luce a infrarossi non è visibile agli esseri umani, non provoca alcuna distrazione mentre gli occhi vengono monitorati.

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    Published On: Maggio 15, 2019Categories: Healthcare460 wordsViews: 64